Incentivi e Agevolazioni 2022: intervista a Patrick Beriotto e Patrizia Borghi di Warrant Hub

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Lo scorso 11 febbraio FederSalus ha organizzato il webinar “Incentivi e Agevolazioni 2022: PNRR, Nuovo Patent Box, Legge di Bilancio” per fare il punto sulla finanza agevolata nel 2022 e nei prossimi anni.
A seguito del webinar, FederSalus ha intervistato i relatori Patrick Beriotto,  Marketing and Communication Director, e Patrizia Borghi Formazione WALK Manager di Warrant Hub – Tinexta Group per fornire alle aziende la loro visione su come posizionarsi rispetto al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, descrivendo le novità della Legge di Bilancio, e sulla Formazione e sulle principali opportunità già oggi disponibili.

Di seguito l’intervista.

Dr. Beriotto, a partire dal 2021 l’Italia si è trovata a dover gestire risorse cospicue per il rilancio che, se da un lato rappresentano di fatto una grande opportunità, dall’altro la loro gestione potrebbe rivelarsi troppo complessa. Come posizionare l’azienda di fronte a questa opportunità?

L’attuale programmazione di fondi pubblici, europei e nazionali, è caratterizzata da un’aumentata complessità dovuta sia alle sfide – in termini di traguardi ed obiettivi – disegnate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che da una normativa in continua evoluzione e di non sempre di facile interpretazione.

Contemporaneamente viviamo un momento di grandi opportunità per le imprese, che sono supportate sia dal punto di vista della loro ripresa che in tutte le fasi di sviluppo del business, dalla Ricerca, Sviluppo e Innovazione, alla produzione e fino all’accesso ai mercati nazionali e internazionali.

Noi crediamo che non sia più tempo di rincorrere il bando o l’incentivo del momento, ma che sia piuttosto sempre più necessario posizionare l’azienda rispetto alle opportunità finanziarie – spesso anche strategiche – che gli indirizzi nazionali, europei ed internazionali stanno tracciando. È per questo motivo, ad esempio, che per la prima volta quest’anno abbiamo lanciato un vero e proprio servizio di posizionamento, sul PNRR e non solo, per accompagnare l’azienda in questo percorso che è già tracciato fino (almeno) al 2026 e tutt’altro che semplice.

La legge di Bilancio 2022 ha rifinanziato il piano transizione 4.0 e introdotto nuove misure che di fatto possono supportare le aziende nelle diverse fasi dello sviluppo di impresa. Quale approccio utilizzare per orientarsi nella scelta di tali risorse? 

Mettendo i progetti al centro, perché gli incentivi di Transizione 4.0 sono sempre più “interconnessi” fra loro ed utilizzabili congiuntamente su voci di spesa diverse, a supporto dei progetti di innovazione (in particolare digitale e green), di investimento e crescita delle competenze.

Il Patent Box, inoltre, modificato dalla Legge di Bilancio 2022, rafforza ulteriormente questo paradigma, per le aziende che già possiedono asset intangibili, ma anche e soprattutto per quelle che intendono crearne e svilupparne di nuovi.

Dr.ssa Borghi, la robusta dotazione finanziaria riguarda anche la formazione del personale, il legislatore ha infatti riconosciuto l’importanza di tale aspetto per la crescita e lo sviluppo dell’economia. Ci descrive quali sono le principali opportunità oggi disponibili per le aziende?

Le opportunità sono molteplici, e si possono sintetizzare in tre principali linee di attività:

  1. Fondo Nuove Competenze
  2. Fondi Interprofessionali
  3. Bonus Formazione 4.0

Fondo Nuove Competenze

Nei prossimi mesi, indicativamente nella primavera, sarà adottato un decreto interministeriale in base al quale sarà emanato un nuovo avviso per la presentazione di nuove istanze, finanziato da 1 miliardo di euro aggiuntivo rispetto a quanto già stanziato, disponibile con le risorse React-Eu. Quindi il 2022 si aprirà a nuove domande per accedere al Fondo. Scopi del nuovo avviso sarà accompagnare la doppia transizione ecologica e digitale, sostenendo anzitutto i lavoratori dei settori più esposti al rischio occupazionale attraverso lo strumento della formazione, con percorsi di sviluppo delle competenze. Ci si attende, pertanto, che il prossimo decreto ridisciplinerà la materia introducendo dei limiti agli oneri finanziabili per favorire la più ampia partecipazione, individuare le caratteristiche dei progetti formativi e dei datori di lavoro che possono presentare istanza, con una particolare attenzione per quanti operano nei settori più interessati dalla transizione ecologica e digitale.

Fondi interprofessionali: Avvisi Fondimpresa

Per spingere la ripresa in atto Fondimpresa ha individuato tre asset strategici: digitale e green, competenze di base, Pmi di minori dimensioni, su cui investe 75 milioni di euro complessivi, con tre bandi consultabili sul sito www.fondimpresa.it.

Si parte con l’Avviso 1/2022 dedicato alla formazione a sostegno dell’innovazione digitale e/o tecnologica di prodotto e/o di processo nelle imprese aderenti, con uno stanziamento di 20 milioni, con i quali saranno finanziati progetti, anche in rete, per consentire alle aziende di rimanere saldamente competitive sul mercato e fornendo ai lavoratori in formazione la possibilità di acquisire competenze costantemente aggiornate e mai obsolete.

Possono presentare la domanda di finanziamento:

  • le imprese beneficiarie dell’attività di formazione oggetto del Piano per i propri dipendenti aderenti a Fondimpresa alla data di presentazione della domanda (Possono partecipare esclusivamente le aziende che non sono state beneficiarie di Piani finanziati sull’Avviso 1/2021;
  • gli enti già iscritti, alla data di presentazione della domanda di finanziamento, nell’Elenco dei Soggetti Proponenti qualificati da Fondimpresa.

Sempre nell’ottica di consentire alle imprese di poter migliorare le competenze dei propri lavoratori, l’avviso 2/2022 mette a disposizione altri 40 milioni per rafforzare le competenze di base.

Il tris di interventi messi in campo da Fondimpresa si chiude con l’ultimo Avviso dello scorso anno, il 3/2021, in partenza sempre in questo mese. A differenza dei due Avvisi precedenti, questo intervento si muove attraverso il conto formazione, stanziando 15 milioni per la realizzazione di piani formativi aziendali o inter-aziendali rivolti ai lavoratori delle PMI aderenti di minori dimensioni. Il contributo aggiuntivo è concesso ai piani presentati sul conto formazione per un importo compreso tra 1.500 e 10.000 euro per azienda, e una quota del 20% delle ore di formazione validate nel Piano potrà andare all’adeguamento delle imprese alla normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione.

Bonus Formazione 4.0

Nell’ambito del Piano Transizione 4.0 del MiSE e in continuità con le modalità di gestione applicate nel 2021, rimane in vigore fino al 31 dicembre 2022 la normativa che consente alle imprese italiane di agevolare i costi sostenuti per la Formazione 4.0. Si richiama in particolare l’attenzione sulla opportunità di agevolare anche i costi dei docenti esterni, se accreditati o certificati per svolgere attività di formazione. Come noto, la misura consente di sostenere la formazione dei dipendenti aziendali per l’acquisizione o il consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

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